Programma Multimediale Interattivo
VISITA VIRTUALE DEL
PARCO DUCALE DI PARMA...
com'era una volta
alla riscoperta del Parco che appartenne
a Maria Luigia d'Austria, duchessa di Parma.

Alcune riflessioni sul Programma (e sul Parco Ducale)
(15 Giugno 2000)
A
ll’indomani della realizzazione del tanto temuto (o atteso, dipende dai punti di vista) progetto di restauro-ristrutturazione del Parco Ducale di Parma, ho ritenuto opportuno compendiare i miei molteplici interessi artistico-creativi in un’opera multimediale che possa servire da utile sussidio non solo ai turisti interessati ed ai cittadini tuttora residenti, ma riesca anche a mitigare parmigiane nostalgie a chi è costretto, per cause di forza maggiore, ad abitare lontano dall’amata città (i cosiddetti ‘strajé’, vale a dire i ‘dispersi’).In un certo senso anch’io attualmente appartengo a quest’ultima categoria (dal ‘92 mi sono trasferito in una frazione distante una quindicina di chilometri dalla città) e devo confessare che, in qualità di parmigiano ‘del sasso’ (nato cioè nel centro storico - per la precisione in piazzale S. Lorenzo, proprio sopra la storica Tintoria che apparteneva ai miei genitori, nella quale ho vissuto per la bellezza di 35 anni) ogni tanto rimpiango le veloci ‘scorrazzate-scacciapensieri’ che di sera mi concedevo, soprattutto d’estate, piombando in pochi minuti con la bicicletta nel ‘mio’ Parco.
Non so perché, ma ho il piacevole presentimento che questo Software, originale e personalissimo ‘contributo’ artistico-tecnologico alla causa del più amato (nonché illustre) polmone verde della città, sia destinato a rimanere a lungo come una significativa testimonianza di ciò che il Giardino Ducale è stato per tutti i parmigiani della seconda metà del XX secolo. Con un po’ di fantasia mi diverto anche ad immaginare qualche mio concittadino che, trovando casualmente questo programma nella sua polverosa soffitta fra un centinaio d’anni (e riuscendo ancora a farlo ‘girare’), provi lo stesso stupore che oggi sperimentiamo nell'osservare sbiadite cartoline in bianco e nero dei primi del ’900!
Prima di compilare il codice del Parco 'virtuale' ho naturalmente trascorso diverso tempo nel Parco 'reale', scattando una ad una tutte le foto contenute nel Programma, e questa prima appassionante fase l’ho vissuta come una specie di ‘rivisitazione’ non solo personale, ma anche familiare: pure mio padre Lodovico, eccellente pittore autodidatta, amava il Parco e ad esso dedicava numerosi scatti fotografici, da lui poi rielaborati e riproposti in incantevoli suggestioni poetiche (che in un modo un po' banale e riduttivo solitamente chiamiamo 'quadri').
Ebbene, durante questa iniziale esplorazione fotografica, ho potuto effettivamente constatare ‘sul campo’, a distanza di svariati anni dall’ultima mia 'pedalata', il reale stato di degrado in cui versa ormai il Giardino, e ciò segna senz’altro un punto a favore di coloro che giustamente lo vogliono ‘ripristinare’, anche se immagino quanto sia facile in questi casi lasciarsi prendere la mano ed eccedere negli intenti 'restauratori': confesso cioè una mia personale diffidenza verso quegli orientamenti progettuali che potrebbero alterare in modo eccessivo (e soprattutto irreversibile) un habitat naturalistico e sociale ormai consolidato da più generazioni.
Ho il vago timore cioè che i parmigiani, una volta terminati i lavori, possano trovarsi davanti agli occhi (e forse anche sotto i piedi) una realtà senz’altro più ordinata ed apprezzabile dal punto di vista estetico ma meno godibile di quella che, nel bene e nel male, hanno ormai 'metabolizzato' da una vita, finendo col rimpiangere il buon vecchio paio di scarpe un po’ ‘sformate’, ma anche tanto comode...
Saranno comunque i fatti a dare giustamente ragione... a chi ce l’ha! Se i timori sopra espressi dovessero rivelarsi del tutto esagerati (o infondati) sarò il primo a rallegrarmene: confrontando il Parco rimesso a nuovo con le istantanee contenute in quest'opera chiunque potrà convincersi della reale entità e qualità dei lavori compiuti (e del sacrosanto bisogno che c’era di effettuarli, a maggior ragione dopo decenni di manutenzione... evidentemente inadeguata!).
Nella peggiore delle ipotesi gli irriducibili ‘nostalgici’ potranno consolarsi con tante belle immagini, avendo ancora l’opportunità di girare (sia pure virtualmente) nel 'loro' Parco (come ai vecchi tempi!) grazie ad un Programma davvero unico nel suo genere, della cui realizzazione posso ritenermi davvero soddisfatto.
Roberto Rampini
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